Elenco blog personale

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giovedì 9 marzo 2017

Articolo e intervista a cura del giornalista/scrittore Maurizio Piccirillo


Articolo tratto dal quotidiano d'informazione on line Quasimezzogiorno.

Tra letteratura e arte, Fernanda Raineri

di Maurizio Piccirillo

Negli scorsi giorni, ho avuto il piacere di conoscere la poliedrica Fernanda Raineri. Nativa Di Massa Carrara, da anni si divide artisticamente tra la scrittura, la pittura e la grafica, senza dimenticare la sua esperienza anche nel campo della moda, riscuotendo un buon successo e ricevendo diversi prestigiosi riconoscimenti, in Italia e all’estero. Nel campo della scrittura ha pubblicato libri di poesia e numerose opere letterarie in altrettante antologie. Nell’ occasione  del nostro incontro le abbiamo rivolto alcune domande: Com’è nata in lei la passione per le arti? Posso dire che la passione l’ho avuta fin da piccola, mi è sempre piaciuto disegnare e scrivere poesie. Ero molto portata per il disegno e ricordo che alle scuole elementari alcuni miei componimenti, venivano letti, come esempio, anche nelle altre classi. Dei territori creativi che ha scoperto lungo la sua vita, qual è quello a cui si sente più legata?  “Più legata”, sicuramente al disegno, infatti è la prima passione artistica che ho ripreso a coltivare (nel 2003). Ho ripreso a scrivere nel 2007 pubblicando il mio primo libro nel 2008 e in seguito ho ripreso a scrivere poesie pubblicando un’antologia poetica nel 2012. Purtroppo, a causa degli impegni lavorativi e famigliari,  in questi ultimi anni non ho potuto dedicarmi a tutte le mie passioni artistiche e quindi mi sono dedicata quasi esclusivamente alla narrativa, scrivendo due libri, un’antologia di racconti,  ed ho in cantiere altre storie, mi piace molto inventare. Ha degli autori o degli artisti preferiti? Per quanto riguarda il genere “ragazzi” prediligo i classici, quindi Verne, Dickens, De Amicis, Collodi, Pamela L. Travers, Lewis Carroll,, Antoine De Saint-Exupéry, Louisa May Alcott. Per quanto riguarda altri generi prediligo i romanzi di Charlotte Brontë, Emily Brontë, Victor Ugo, Jane Austen e altri. Naturalmente ho letto anche libri di Roald Dahl e J. K. Rowling. Apprezzo anche opere di autori emergenti che ritengo molto validi, per citarne alcuni Luca Favaro e Lilla Carlotta Lorenzo. Per quanto riguarda gli artisti amo molto gli impressionisti e quindi Monet, Renoir, Van Gogh, Matisse, Wytsman. Lei è indubbiamente una sperimentatrice, ha qualche progetto nel cassetto?  Sì, in questo momento c’è la proposta di traduzione in cinese di uno dei miei libri, anzi non è più solo una proposta perché il procedimento di traduzione so che è già iniziato, quindi fra qualche mese dovrebbe essere lanciato sul grande mercato editoriale della Cina. L’altro mio progetto o forse è meglio dire “sogno” (molto difficile da realizzare) è la trasposizione cinematografica di uno dei miei libri. I miei due libri per ragazzi sono stati inviati a due Major stanunitensi grazie ad una persona che lavora nel settore, stiamo ancora aspettando una risposta.

sabato 25 febbraio 2017

Nuove Recensioni per "La mongolfiera, il monte Tambura e il tappeto volante" sulle Newsletter di Libromondo

SELF-PUBLISHING AMBASSADOR

Youcanprint.itBlog

“La mongolfiera, il monte Tambura e il tappeto volante” di Fernanda Raineri recensito da Libromondo

      
L’opera  dell’autrice Youcanprint Fernanda Raineri “La mongolfiera, il monte Tambura e il tappeto volante” è stata recensita nella newsletter di Libromondo, Centro di Documentazione sull’Educazione alla Pace e alla Mondialità che si trova all’interno della Biblioteca del Campus Universitario di Legino a Savona. I ragazzi delle Scuole Superiori e alcuni adulti, in qualità di volontari, leggono per primi i libri nuovi e ne fanno la recensione che viene pubblicata su newsletter e poi inviata a un cospicuo indirizzario.

“Chi potrebbe resistere al fascino di un viaggio in mongolfiera, proprio quella del racconto di Jules Verne 5 settimane in pallone? E la compagnia di Aladino con la lampada e il tappeto volante? Certamente non i giovani personaggi del racconto di Fernanda Raineri, scrittrice versiliese, ma anche abile grafica e pittrice. Un libro molto fedele nel raccontare l’entusiasmo e le aspettative dei quattro amici navigatori che via via si trasforma in un dramma poiché la mongolfiera, da una turbolenza dell’aria, è costretta ad atterrare in un bosco. Da questa disavventura, che avrebbe potuto avere gravi conseguenze, inizia una serie di avventure sorprendenti, con un mistero che solo alla fine evidenzierà le sue componenti storiche.”
Recensione di Giuseppe Alessandro
“Questo volumetto ci porta a immaginare di essere in un racconto di Jules Verne, tipo “Viaggio al centro della Terra”. Una gita in mongolfiera che doveva essere divertente, invece, si trasforma in un incubo, c’è anche un tesoro nascosto dai tedeschi. Fortunatamente, dopo tanto vagabondare sotto terra, riescono a uscire e a trovare i soccorritori. É molto interessante e si legge di corsa per vedere come va a finire. Sono sicura che piacerà molto a tutti.”
Recensione di Carla Robbiano

Nuova recensione per il libro "La Mongolfiera, il monte Tambura e il tappeto volante" dal Blog Letterario LeggendoTraLeRighe




LEGGENDO TRA LE RIGHE

"I libri sono di chi li legge." Andrea De Carlo



LA MONGOLFIERA, IL MONTE TAMBURA E IL TAPPETO VOLANTE, di Fernanda Raineri


libro-fernanda-ranieri















Un volo in mongolfiera. Inizia così l’avventura di quattro adolescenti, Stella, la sorella Glenda e gli amici americani Frank e Rebecca, protagonisti del racconto “La Mongolfiera, il monte Tambura e il tappeto volante” di Fernanda Raineri. Quella che doveva essere una tranquilla vacanza di un fine settimana estivo si trasforma in un’avventura surreale sulle Alpi Apuane. La mongolfiera si schianta al suolo sul Monte Tambura ed i quattro ragazzi nel cercare di uscire dal bosco in cui si ritrovano, senza viveri e soprattutto senza cellulari, finiscono in una grotta. E’ proprio da qui che inizia la loro avventura che ricorda molto i romanzi di Jules Verne. All’interno della grotta ritrovano tesori nascosti, cadaveri di militari tedeschi, armi, munizioni e perfino un antico tappeto, volante come viene descritto in una pergamena che lo accompagna. Ma all’interno della grotta ritrovano anche Alfred, il pilota della mongolfiera misteriosamente scomparso dopo la caduta, che cerca di ucciderli per impossessarsi di tutto il tesoro. Fra vie d’uscita bloccate, fiumi sotterranei, cunicoli pericolosi ed il ritrovamento di altri cadaveri, i ragazzi si ritrovano anche a dover lottare contro una creatura mostruosa che riescono ad uccidere solo grazie alla furbizia di Frank. Dopo aver girato in lungo e largo in quella che più che una grotta sembra la strada verso “il centro della Terra”, si ritrovano al punto di partenza con Alfred da affrontare per poterne uscire. Superato anche quest’ultimo ostacolo, ai quattro ragazzi non rimane che cercare di ritrovare la strada di casa ed è così che vengono trovati dai soccorsi. Fernanda con il suo racconto, che appassiona il lettore fino alla fine in un crescendo di colpi di scena, ci ricorda, in maniera semplice ma non banale, come con l’unione delle forze è possibile superare gli ostacoli, perfino quelli che ci sembrano impossibili, e che anche ciò che ci fa paura, se affrontato, può essere superato. Un racconto che va bene per tutti, sia per gli adolescenti perché stimola la loro fantasia, sia per gli adulti perché, come lei stessa precisa all’inizio del libro, “la fantasia è più importante della conoscenza” (A. Einstein). Buona lettura!

sabato 4 febbraio 2017

Nuova recensione per "Il Libro Blu" dal Blog letterario "FrammentiDiLibri"

Il libro Blu Book Cover Il libro Blu 
 Fernanda Raineri 
 self published 
 2016 
 Ebook 
 
Stella è in vacanza, ma il suo viaggio si trasforma in un'avventura. In compagnia dei suoi amici imparerà, non in modo così ovvio, che prendersi cura del proprio mondo è importantissimo.












Il libro blu: storie di viaggi, avventure e scoperta



In tutte le avventure c’è una dose di imprevedibilità, ma in questo caso i fatti sono intrecciati in modo tale da consumare in breve tempo ogni ipotesi. Chi inizia a leggere Il libro Blu scoprirà presto che durante una vacanza non c’è niente di cui essere sicuri e che un viaggio può trasformarsi in una serie di concatenati eventi. I tuoi compagni si trasformano nei tuoi validi alleati e una breve permanenza in America diventa tutto ad un tratto una storia da poter raccontare.
Da uno scambio di trolley in aeroporto fino all’incontro con un famoso attore, Stella e la sua comitiva finiscono per avere un contatto ravvicinato con la diversità e con la consapevolezza di appartenere al luogo in cui vivono in un modo che non avevano mai considerato così importante. Il capodanno della protagonista è così, pagina dopo pagina, un crescendo di coincidenze e di cambiamenti repentini e totalmente inaspettati. Utilizzando l’espediente dell’alterità, la lettura scivola veloce portando i personaggi a confrontarsi con nuove situazioni, cercando di capovolgerle sempre a loro favore. Se da una parte il ritmo è decisamente veloce e sostenuto, dall’altro il lettore sarà portato a sorridere più di una volta, perché in fondo tutto ciò che accade non può preoccuparci perché irreale.
Se qualcuno ha letto La Mongolfiera di Fernanda Raineri (pubblicato nel 2015) sa già chi sono i protagonisti di questa storia, che tra gli episodi de Il Libro Blu si dimostrano totalmente slegati da vincoli di responsabilità lasciandosi andare con esuberanza e leggerezza alle avventure che capitano loro. Dotati di prontezza di riflessi e di immediatezza di spirito, Stella e i suoi amici impareranno, non senza i dovuti sacrifici, che la Terra in cui vivono va custodita con attenzione. Questo perché chi è venuto in possesso del libro contenuto dentro la valigia ha in mano una verità pericolosa e anche scomoda, che va rivelata con cautela e che nasconde moltissime altre implicazioni.
Il tema del segreto è quindi molto forte ed arriva a chiarirsi solo alla fine della storia, consentendo una comprensione più chiara di una serie di intricati intrecci. Non è sempre facile riuscire a reggere il ritmo di un racconto così ricco di dialoghi e di azioni, alcune delle quali si perdono senza avere una reale implicazione sul finale. Tuttavia la scrittura si rivela adatta a una sorta di percorso a episodi che può guidare benissimo verso una lettura graduale e lenta, insegnando che, esattamente come nel romanzo, la cura delle cose non è sostituibile.
Chiara Tamburini









martedì 10 gennaio 2017

Nuova recensione per La Mongolfiera, il monte Tambura e il tappeto volante, dal Blog Letterario Connessioni Letterarie







































decisamente insoddisfatta della sua vita: per ragioni economiche si ritrova infatti a fare un lavoro per lei demotivante (la cassiera in un market in cui è costretta a sorridere «ai clienti e al suo capo anche quando non ne aveva voglia»), oltretutto nella stagione più odiata dell’anno, l’estate, che sin dall’ inizio sembra soffocarla impedendole qualsivoglia movimento.
Il desiderio di evasione è tale che la ragazza, un giorno, riesce a mettere da parte la somma sufficiente per organizzare una gita in mongolfiera sulle Alpi Apuane con la sorella minore Glenda e gli altri due amici
Questo pnto dal tedio quotidiano in due modi: in primo luogo può concedersi delle ferie, lasciando per qualche giorno un paese troppo piccolo e una famiglia troppo annoiata (persino per poter incoraggiare lo slancio delle figlie); allo stesso tempo la mongolfiera innalza Stella, come i suoi compagni d’avventura, al di sopra dell’afa estiva e delle incombenze giornaliere, conducendoli in una sorta di mondo – altro fatto di aria improvvisamente fresca, nuvole e vette altissime.
Ben presto, tuttavia, sopraggiunge una lunga serie d’imprevisti: il vento è troppo forte, il pilota Alfred non riesce a governare la mongolfiera, da terra si perde il segnale. I malcapitati precipitano rovinosamente in un bosco. Il pallone rimane impigliato negli al, l’istruttore scompare nel nulla.
A questo punto comincia la parte più fiabesca: tale luogo, alla luce del giorno, per quanto i protagonisti non riescano ad orientarsi, risulta quasi magico. La natura è rigogliosa, la fauna amichevole.
Come ogni fiaba che si rispetti, tuttavia, il bosco diventa improvvisamente minaccioso al calar della notte, tra ombre e silenziosi segreti.
La coltre di alberi e fronde sembra non terminare mai, almeno finché i ragazzi non scoprono l’ingresso di una grotta al cui interno si snodano gallerie secondarie e tanti misteri, tra cui un tenace avversario inaspettato che cercherà in tutti i modi di ostacolarli dall’uscire da quei passaggi tetri ma ricchi di sorprese.
Quella di Stella e i suoi compagni si trasforma qui in una caccia al tesoro enigmatica ed emozionante che introduce il genere avventura: i giovani protagonisti si ritrovano in un sotto-mondo un po’ per caso e un po’ per curiosità, costretti ad affrontare una serie di difficoltà ed enigmi. Oltre alla componente più rocambolesca si unisce, affacciandosi con discrezione ma costanza, anche quella romantica, attraverso un interesse che nel corso della vicenda si sviluppa parallelamente al superamento delle difficoltà, quasi a voler sottolineare il ruolo di “rituale di passaggio” che la storia ha nell’animo dei giovani protagonisti.
Inizialmente Stella e i suoi compagni, come d’altro canto il lettore, si ritrovano di fronte ad una serie di elementi in apparenza molto distanti tra loro ma che, progressivamente, si uniscono in uno scenario sempre più complesso e variegato. I segreti aumentano con le profondità della grotta che, ad un certo punto, sembra raggiungere le viscere della terra.
Toccato il punto più basso e buio i protagonisti trovano un ultimo elemento, quello magico ed esotico, che nella sua facoltà di poterli soccorrere rimane tuttavia immerso in uno limbo di mistero ed incertezza.
La storia scorre in modo lineare e sciolto, senza mai risultare superficiale o banale nonostante l’età dei protagonisti che, anzi, attraverso la propria ingenuità si prestano per essere i perfetti avventurieri: partono dotati della sola genuinità e tornano arricchiti anche dalla consapevolezza di chi, superata la propria iniziazione nel ventre della terra, si riaffaccia sul mondo sapendo che respirare a pieni polmoni e abbracciare gli amici d’ora in avanti avrà un significato diverso. Ugualmente bello ma anche più profondo.
La mongolfiera, il monte Tambura e il tappeto volante è una fiaba iniziatica per giovani adulti che insegna come insieme e con tenacia pure i più improbabili eroi in erba possano cavarsela con le incombenze (più o meno) quotidiane, imparando che anche la natura più ostile può essere affrontata e che, da certe avventure, possono nascere incipit per nuove storie d’inchiostro e di vita.
Carlotta Papandrea